Tisane terapeutiche per uso esterno: l‘utilizzo delle piante per risolvere disturbi comuni in modo naturale
Indice:
- Parte prima: pediluvi, maniluvi, bagni
- Parte seconda: sciacqui, colluttori, lavande
- Parte terza: impacchi, compresse, cataplasmi
- L’argilla, la terra antica più preziosa
Parte prima: pediluvi, maniluvi, bagni
Le tisane terapeutiche, quindi infusi o decotti che generalmente si assumono per bocca, durante la giornata o in serata, possono anche essere utilizzate per uso esterno per alleviare o risolvere alcuni piccoli disturbi o anche a scopo fitocosmetico.
Con questi preparati fitoterapici si possono fare sciacqui gargarismi, impacchi, maschere. suffumigi, bagni terapeutici, maniluvi, pediluvi, lavande, colluttori e persino colliri.
In questa prima parte ti introdurrò a quelli più conosciuti, maniluvi e pediluvi e bagni che, come altre pratiche, sfruttano il fatto che i principi attivi officinali penetrano nell’organismo non solo attraverso la mucosa intestinale, come quando si beve una tisana, ma anche per assorbimento cutaneo.
In particolar modo la pelle del palmo delle mani e della pianta dei piedi ha una grande capacità di assorbire i fitocomplessi e i principi attivi delle piante medicinali.
L’infuso, generalmente preparato con 100 g di droga in 2-3 litri d’acqua, lo si utilizza per fare bagni alle mani e ai piedi, il mattino e la sera, e lo si può fare per una intera settimana.
A seconda della stagionalità e delle esigenze possiamo esercitare un’azione antinfluenzale, sedativa, detossinante, depurativa,
Per quello che riguarda i bagni si prepara un infuso con 200-400 g di piante medicinali in 2-3 l d’acqua e si potranno effettuare trattamenti antireumatici, tonificanti, energizzanti, ma anche distensivi, rilassanti e calmanti.
Parte seconda: sciacqui, coluttori, lavande

L’utilizzo in infuso delle piante, portando l’acqua ad ebollizione, e mantenendola per diversi minuti se si utilizzano radici per un decotto, può essere molto efficace per l’igiene della bocca per realizzare colluttori meno aggressivi di quelli commerciali, ma soprattutto può essere utile per diversi obiettivi, disinfettante, contro il mal di gola, ma anche solo igienico e rinfrescante. Le piante più indicate sono Salvia, Menta, Camomilla.
Per quanto riguarda i suffumigi sicuramente avrai utilizzato gli oli essenziali, ma forse non sai che, essendo oleosi e quindi non affini con l’acqua, è sempre bene veicolarli con un mezzo cucchiaino di sale. In questo modo la microemulsione sarà molto più efficace.
Questa pratica mi raccomando, vale solo per i suffumigi della nonna, quelli cioè che ci vedono respirare da un recipiente bollente l’acqua con la testa ben coperta da un telo: gli apparecchi elettronici che usiamo per l’aereosol non sono adatti agli oli essenziali, a meno che non specificato chiaramente dalla casa produttrice.
Puoi fare suffumigi tradizionali con infusi bollenti in caso di sinusiti, acute o croniche, raffreddori, utilizzando piante balsamiche ed espettoranti, che quindi facilitano l’espulsione del catarro in caso di tosse, faringite, laringite o tracheite: in questi casi caratterizzati spesso da secchezza delle mucose, l’umidità inalata non potrà che essere di beneficio. Le piante più indicate in questi casi sono Lavanda, Timo, Eucalipto, Salvia, Menta piperita..
Per quanto riguarda le lavande vaginali, devo dire non sono mai stata molto d’accordo ad andare ad alterare periodicamente il delicato equilibrio, di per sè comunque fisiologicamente perfetto, di una zona delicata come le parti intime femminili.
Se però, occasionalmente, si sente questa esigenza, consiglio di utilizzare infusioni di acqua bollita con piante delicate e in sintonia con il femminile, come Calendula, Lampone e Alchemilla
Parte terza – Impacchi, compresse, cataplasmi

Per risolvere qualche tuo disturbo trattandolo con le tisane terapeutiche per uso esterno, in modo così in sintonia con la natura, attraverso l’acqua e le piante, ti voglio parlare di impacchi , compresse, cataplasmi. Le nostre nonne e le nostre mamme ce li hanno tramandati. Se facevamo una caduta, provavamo immediato sollievo con una piccola pezza di acqua fredda appoggiata amorevolmente sulla parte dolente e smettevamo subito di piangere.
Sono utili per disinfettare, cicatrizzare, lenire piccole bruciature e manifestazioni della pelle come dermatiti ed eczemi, ma anche eccesso di sudorazione, emorroidi, infiammazioni articolari e persino depurazione epatica.
Impacchi e compresse sono applicazioni locali eseguite con compresse di garza o cotone imbevute con sostanze medicamentose, come infusi, decotti , tinture, e le si applicano sulla parte sofferente. L’acqua va sempre portata ad ebollizione preventivamente, e, nel caso del decotto, essa deve continuare a bollire per diversi minuti.
L’impacco, a seconda dei disturbi da trattare, può essere applicato caldo o freddo: nel primo caso si utilizza la preparazione subito dopo la bollitura, ma intiepidita. Nel secondo si lascia ben raffreddare la soluzione.
In base ai principi attivi contenuti nelle varie piante medicinali utilizzate, l’impacco avrà un azione terapeutica specifica: antinfiammatoria o antidolorifica, lenitiva o rinfrescante, emolliente o decongestionante.
Sulla porzione di cute interessata si applica la compressa imbevuta della soluzione e la si lascia agire per qualche minuto. Poi la si immerge nuovamente nel liquido e si ripete l’applicazione. Per avere un buon effetto terapeutico gli impacchi devono agire per circa 25-30 minuti.
Impacchi più efficaci con l’ argilla, la terra antica più preziosa

I cataplasmi sono preparazioni ottenute mescolando insieme argilla e acqua di cottura o di infusione di droghe vegetali in modo da formare una pasta. Possono essere preparate anche schiacciando una droga fresca intera, fino a ridurla alla consistenza di una pasta molto fluida. Si distribuisce il composto così preparato tra due strati di garza di diverso spessore, in modo che quello più sottile sia messo a diretto contatto con la pelle.
Il cataplasma si applica sempre sulle zone che devono essere trattate, dolenti, contuse, infiammate o che devono essere disintossicate, come nella miscela per depurare il fegato composta da argilla, Bardana, Tarassaco e Carciofo. Per le emorroidi le piante sono Rusco, Ippocastano, Achillea, Amamelide. Di queste piante ne ho parlato diffusamente nel mio articolo, sull’importanza di una buona circolazione per ovviare a numerose problematiche, anche di sovrappeso e ritenzione idrica, puoi leggere qui
L’argilla partendo dalla Bibbia, passando per gli Egizi, fino ai giorni nostri.
L’uomo fu biblicamente plasmato con l’argilla, in seguito, dopo aver osservato la tendenza degli animali feriti o malati a rotolarsi nella stessa, cominciò a comprenderne le proprietà terapeutiche. Galeno, Plinio il vecchio, Dioscoride la citano nelle loro pubblicazioni sottolineandone le proprietà astringenti, cicatrizzanti, antinfiammatorie, emostatiche, disintossicanti, utili anche in campo cosmetologico. Nell’antico Egitto veniva utilizzata moltissimo, così come nell’antica Roma e durante il Medio Evo. Durante il periodo dell’illuminismo, che rifiutava qualsiasi approccio che non fosse ispirato dalla ragione, resistette comunque per opera di pochi convinti estimatori.
L’abate Kneipp, alla fine dell’ottocento cominciò ad impiegare l’argilla per scopo terapeutico. La paragonava, definendola vincente, agli antisettici chimici, pericolosi annientatori non solo dei germi ma anche del non nocivo. La descriveva come elemento vivo e vitale nella disinfezione, parte attiva del mantenimento della salute. L’argilla deriva dalla lenta erosione di rocce ad opera di fenomeni naturali da millenni. Per questo si arricchisce di preziosi minerali ed oligoelementi che la rendono unica e al contempo di tante tipologie differenti.
Un’immutabile millenario prodotto indispensabile nella farmacia naturale domestica

Il silicio è il componente presente in maggiore quantità nella sua composizione, è indispensabile per le nostre ossa in quanto viene trasformato in calcio dal nostro organismo, ne ho parlato nel mio articolo sul bambu’ Questo fa si che l’argilla diventi un prezioso alleato vivificatore dei nostri tessuti. indispensabile in caso di problematiche osteo degenerative, come artriti, artrosi e le stesse fratture.
Ha un grande potere assorbente, questo la rende preziosa all’interno di luoghi dove ci sono odori sgradevoli. Pensiamo ai vecchi armadi inutilizzati da tempo, ma anche al frigorifero, o nei luoghi di stoccaggio dei rifiuti domestici.. La sua azione deodorante è in realtà efficace sugli oggetti come sul corpo. Non sono stati ancora completamente chiariti i meccanismi indiscussi dell’azione dell’argilla. La macinazione finissima ne aumenta le proprietà. La sua essiccazione al sole la arricchisce enormemente di energie che vengono scambiate in seguito ad un particolare effetto osmotico. I tessuti malati le donano tossine, scorie organiche e microrganismi patogeni ed essa cede ioni minerali preziosi e vivificanti.
Personalmente la utilizzo moltissimo, in caso di contratture muscolari, con l’aggiunta di specifici oli essenziali è davvero molto efficace. In caso di febbre alta, consiglio di stendere uno strato di argilla, precedentemente mescolata con acqua a formare una pasta densa e compatta sul ventre. Il risultato dopo un’ora è la diminuzione di un grado ed eviteremo il ricorso ad antipiretici, se non strettamente necessari. Ricordiamo infatti che la febbre è un prezioso indicatore del funzionamento delle nostre difese immunitarie innate.
Consiglio pratico per noi donne: durante la stagione calda cospargere tutta la parte inferiore del corpo con questa pasta ci farà sentire leggere e rinfrescate come non mai, una volta sciacquata e magari dopo aver frizionato la pelle con una bella spazzolata dal basso verso l’alto
Dottoressa del Naturale Rita Rossi
Bibliografia : Le tisane terapeutiche – Zambotti – ed Tecniche Nuove




