Manteniamo resistente agli attacchi di virus e batteri il nostro apparato respiratorio, con l’aiuto dei rimedi naturali
Respirare bene con l’aiuto delle piante, in ogni stagione, è possibile
- Introduzione
- Restare sani coi metodi naturali ci rende attivi nel processo di autoguarigione
- Infiammazione dell’orecchio – qualche suggerimento naturale, camera bollente e compresse di cipolla
- Usiamo i rimedi naturali giusti, già dai primi sintomi, il raffreddore
- I più importanti rimedi contro la tosse
- Droghe con mucillagini
- Droghe fluidificanti
- Timo – uno dei più efficaci, espettorante e spasmolitico
- Eucalipto – l’essenza balsamica che aiuta la glicemia
- Primula – una gioia per gli occhi e il respiro
- Verbasco – contenuto in quasi tutti i preparati per la tosse
- Liquirizia – la pianta amica dello stomaco e del polmone
- Grindelia – la resina balsamica
- Issopo – dal meraviglioso fiore
- Droghe spasmolitiche

Le malattie da raffreddamento sono senza dubbio fra le più diffuse e le più frequenti. Gli adulti si ammalano coi classici sintomi quali raffreddore, mal di gola, tosse spesso di origine virale che possono evolvere in episodi più gravi e complicati con complicanze batteriche un paio di volte l’anno. Le complicazioni più frequenti sono laringite, tracheite, polmonite, tutte infiammazioni importanti delle vie aeree. I bambini, soprattutto in età prescolare, ne soffrono molto più spesso, in quanto la frequentazione di comunità molto affollate e al chiuso come le scuole materne mettono a dura prova il sistema immunitario in formazione dei piccoli.
La stagione invernale è sicuramente la più predisposta all’insorgenza di queste problematiche, complice il trascorrere molto tempo al chiuso, favorendo in questo modo l’aumentare dello scambio di patogeni. D’altra parte la vasocostrizione circolatoria dovuta alle temperature rigide , e la successiva vasodilatazione dei posti chiusi e ahimè affollati, ci espone più facilmente a queste malattie,
Come dicevano i nostri nonni, la classica insorgenza di un episodio virale respiratorio, cioè il raffreddore “in 3 giorni arriva, in tre rimane e in tre se ne va”, il che significa che nella grande maggioranza dei casi queste manifestazioni guariscono in modo spontaneo senza provocare inconvenienti.
E’ vero però che le esigenze lavorative, per prima cosa, ma anche famigliari e soprattutto i ritmi frenetici a cui siamo costretti ci spingono a cercare di abbreviare i tempi di guarigione. Si cerca cosi di diminuirne i sintomi e ad evitare complicanze che comporterebbero disagevoli assenze dal lavoro e mancata attività sociale, in alcuni casi ormai irrinunciabile, come per esempio il saggio di danza annuale del nostro unico figlio.
Se le difese immunitarie del nostro organismo funzionano efficacemente impediscono agli agenti patogeni di entrare nel nostro organismo e propagarsi all’interno di esso. In caso di capacità di difesa è indebolita, i patogeni entrano e si avvia una vera e propria lotta che dà origine all’evento infettivo. Da un lato un semplice raffreddore può essere non dico trascurato ma sicuramente gestito. E’ vero però che lo sforzo compiuto dal nostro corpo per difendersi ci lascia esposti, in quanto indeboliti, seppur in modo poco consistente, a nuove infezioni.

Restare sani coi metodi naturali ci rende attivi nel processo di autoguarigione
Solo i metodi naturali, che innescano veramente le innate capacità di autoguarigione e difesa, ci rafforzano veramente. Soprattutto lo fanno senza effetti collaterali su altri apparati. Il nostro organismo li percepisce in sintonia con i suoi ritmi. Richiede alla persona maggiore dedizione e pazienza nel prendersi cura di se stessi. Innanzi tutto con la giusta alimentazione, ma anche e soprattutto con la prevenzione rappresentata da un corretto stile di vita che preservi in modo duraturo le capacità di difesa. E’ fondamentale dedicare il giusto tempo per il recupero col riposo necessario per assecondare la guarigione.
All’insorgere di indolenzimento, pizzicore alle prime vie aeree, mal di testa, dolori articolari e brividi di freddo. preludio spesso a manifestazioni come raffreddore, mal di gola, raucedine o tosse, attenzione. E’ indispensabile “pulire” l’intestino, anche utilizzando i clisteri. Questa pratica è molto importante, in quanto lo svuotamento totale dell’intestino crasso porta a una profonda disintossicazione. L’attività digestiva, stimolata dal mancato intasamento migliora. La febbre scende e si ha un miglioramento del benessere fisico, assieme alla diminuzione dei dolori articolari e alla testa.
Ricordiamo che la febbre è comunque un’importante strumento di difesa, non dobbiamo necessariamente abbatterla, a meno che non sia oltre i 39 e si presentino fotofobia o rigidità nucale, sintomi che devono preoccupare e farci chiamare il medico.
Se si ha poca dimestichezza coi clisteri si consiglia comunque un purgante in quanto durante la malattia infettiva l’intestino si riempie di continuo. Sono sostanze di rifiuto provenienti dal metabolismo e dai prodotti di degradazione di virus e batteri. I clisteri, soprattutto se se ne fanno meno di tre al giorno, ripuliscono solo il crasso, mentre i lassativi agiscono in questo caso in modo più completo. Naturalmente non sono da utilizzare nella norma per mantenere regolare l’attività intestinale, ma solo sporadicamente.
L’infiammazione dell’orecchio – possibile conseguenza di un raffreddore importante

La congestione delle mucose della cavità orofaringea può portare ad un accumulo di muco nell’orecchio che lo può esporre ad una fastidiosa infezione. I sintomi possono essere percezione di ronzio o fruscio, sensazione di chiusura vera e propria. Se il dolore diventa insopportabile occorre che sia il medico a valutare l’infezione dell’orecchio medio, ma già ai primi sintomi si può ricorrere ad un rimedio naturale e molto efficace, la “camera bollente”
Questo trattamento deve essere fatto su entrambe le orecchie, anche se il dolore si percepisce solo su uno. Si utilizzano 4 cenci e una cuffia da bagno. I cenci si mettono in acqua bollente, comunque sopportabile, si strizzano a due a due e si ripiegano, appoggiandoli su ciascun orecchio, facendo indossare alla persona, anche se è un bambino, la cuffia perchè stiano ben fermi. Una volta raffreddati, vanno sostituiti con altri più caldi, per un tempo di circa 20 minuti

La compressa di cipolla
In seguito all’applicazione della camera bollente si consiglia di mettere 1-2 gocce di olio d’oliva dove si è scaldato in precedenza uno spicchio d’aglio. Nella notte si può applicare la compressa di cipolle, preparate sminuzzandole ben bene e distribuite fredde su due fazzoletti. Piegare entrambi i fazzoletti e applicateli come una compressa su di un orecchio per volta: legare sopra di essi una sciarpa o una cuffia di lana .
Utilizzare queste pratiche sembra un pò complicato ma l’effetto antidolorifico è certo nella stragrande maggioranza dei casi e fa comprendere quanto i metodi “della nonna” privi di effetti collaterali ci mettano in completa sintonia con la natura.
Se avete tosse e raffreddore è consigliabile un’inalazione con vapori di cipolla, ottenuta tritando 1 cipolla e mettendola a bollire in 1/2 litro d’acqua. E’ fluidificante, ma è importante non avvicinarsi troppo per non irritare eccessivamente la mucosa.
Le inalazioni nasali possono essere fatte anche con un infusione di camomilla mentre per i lavaggi del naso si scioglie una punta di sale marino integrale in 1/4 di bicchiere d’acqua tiepida e con una siringa si inserisce nella narice, si inspira inspira con forza da una tenendo chiusa l’altra. Questa pratica ci consente anche di prevenire le problematiche alle prime vie respiratorie, una corretta pulizia delle mucose nasali infatti rende efficiente la sua attività protettiva. Inoltre ci permette di non abusare dei decongestionanti nasali, che a lungo andare non solo perdono di efficace ma diminuiscono sensibilmente la reattività delle nostre mucose.

Oltre a prenderci cura di intestino e stomaco, adottiamo le giuste soluzioni naturali
Ricordiamoci che respirare bene con l’aiuto delle piante può essere aiutato dal movimento fisico.
Anche se ci sembra molto difficile, aumentare la sudorazione con una bella camminata, aiuta molto la disintossicazione dell’organismo, attraverso la pelle, che è un organo emuntore molto importante e che spesso non consideriamo. Se però a causa della febbre o del senso di spossatezza non ce la sentiamo di uscire, possiamo assumere un infuso diaforetico, cioè che stimola la sudorazione
Miscela diaforetica, gradevole
- Sambuco fiori
- Tiglio fiori
- Camomilla fiori
Versare su 3 cucchiai da minestra di miscela 250 ml di acqua bollente, lasciare agire 10 minuti, filtrare e bere ben caldo con succo di limone per il contenuto di Vitamina C.
Se vuoi conoscere qualche miscela specifica, contattami, ti dirò qual’è la più giusta per te
Sambuco – Sambucus nigra L. – Fam. Caprifoliaceae

E’ un arbusto molto diffuso in Europa, Asia e Africa del nord, si utilizzano i fiori in primavera e i frutti in estate.
Le sue virtù diuretiche, lassative e antinfiammatorie erano conosciute da Greci e Romani, mentre Ildegarda lo consigliava solo per uso esterno.
I fiori sono utili per l’azione sudorifera nelle febbri e per quella anticatarrale nelle tossi e nelle bronchiti, sono diuretici e antinfiammatori , ingrediente base delle tisane per la disinfezione delle vie urinarie in presenza di calcoli renali. I frutti sono depurativi, antinevralgici e lassativi.
Il Sambuco contiene flavonoidi, acidi fenolici, triterpeni e fitosteroli, i frutti sono ricchi di vitamine, mentre i rametti, i semi e le bacche non mature potrebbero provocare vomito o diarrea per la presenza di glicosidi cianidrici.
I fiori trovano largo uso, anche grazie al loro sapore delizioso, in tutte le tisane per le seguenti problematiche:
- Febbre, tosse, bronchite, sinusite
- Artrite, reumatismi
- edemi
- Dermatiti
- Astenia

sambuco bacche
I frutti, soprattutto in succo fresco sono da utilizzare in caso di stipsi e cefalea
Secondo la MTC è di natura fresca ed appartiene alle logge METALLO-ACQUA, pertanto rinforza polmone e intestino, mentre drena il rene eliminandone le tossine.
Salvia – Salvia Officinalis – Fam. Labiate
E’ molto adatta per i gargarismi nelle infiammazioni della gola. Lenisce il dolore, ostacola l’infiammazione e abbrevia i tempi di guarigione. Gli sciacqui, meglio se fatti con acqua salata devono essere effettuati ai primi sintomi fino alla loro attenuazione.

Versate su 1 cucchiaino di foglie 250 ml di acqua bollente, si lascia agire per 5 minuti e si filtra. Fare sciacqui ogni due ore, mantenendo l’infuso caldo, seppur non bollente, in un termos.
Il nome Salvia fa riferimento alla sua capacità di infondere salute e salvezza, qualità conosciuta fin dai tempi degli antichi Egizi. I Romani la consideravano una pianta sacra, nella tradizione cattolica fornì rifugio a Maria durante le persecuzioni di Erode e lei la benedisse per l’eternità. E’ originaria del bacino mediterraneo, molto diffusa e utilizzata, anche in cucina.
Contiene un olio essenziale dalle proprietà antibatteriche, dei principi amari che favoriscono la digestione e numerose sostanze antinfiammatorie e con azione antiossidante.
E’ impiegata, per la sua azione estrogenico simile, per ridurre la sintomatologia in sindrome pre-mestruale e per diminuire i tipici fastidi della menopausa, vampate, sudorazione eccessiva, disturbi dell’umore, ma è anche un tonico generale, con miglioramento delle performance cognitive e intellettuali.
La Salvia risulta utile nei casi di glicemia alta, ma anche sull’ipertensione, diventando utile nelle sindromi metaboliche, agisce sulla muscolatura liscia pertanto esercita effetto protettivo sulla mucosa gastrica.
Le indicazioni cliniche principali la vedono quindi fi grande aiuto in tutti i casi di:
- problemi mestruali
- sindrome menopausale
- iperidrosi psicosomatiche
- dispepsie e sindromi spastiche gastrointestinali
- come antisettico nelle faringiti e tonsilliti
non utilizzare in caso di epilessia e problematiche anche pregresse di tumori al seno, in gravidanza e allattamento
I più importanti rimedi contro la tosse
Durante la mia formazione i nostri maestri ci hanno sempre detto che, a seconda delle caratteristiche climatiche dell’estate, l’autunno si sarebbe presentato in modo differente, per quanto riguarda le problematiche respiratorie. L’estate più calda e arida e lunga della norma è una condizione che a causa del riscaldamento globale, si sta verificando ogni anno con maggiore frequenza.

Tutta questa secchezza provoca una sorta di “asciugatura” dei polmoni con conseguente minore irrorazione sanguigna e tossi secche e persistenti presenti con grande frequenza nelle persone che entrano in contatto con un patogeno.
La tosse è un “atto involontario di espirazione forzata preceduto da inspirazione profonda, accompagnata da pressione intratoracica, aumento che ostacola la circolazione venosa della parte superiore del corpo”.
A seconda delle loro caratteristiche i rimedi contro la tosse si possono suddividere in tre gruppi:
- droghe con mucillagini, antinfiammatorie, ideale per la tosse secca irritativa
- droghe fluidificanti del muco e quindi trattano la tosse con molto catarro, gli indiretti lo fanno grazie alle saponine che sciolgono il muco, mentre i diretti ne diminuiscono la produzione alla fonte
- droghe spasmolitiche, indicate per la tosse abbaiante, da laringite, asma, bronchite spastica
Droghe con mucillagini
Formano uno strato protettivo che protegge le mucose dalle infiammazioni grazie al contenuto in mucillagini. Agiscono come antinfiammatori leniscono le irritazioni e quindi vanno molto bene per la tosse secca irritativa. Sembra inoltre che le mucillagini riescano a mitigare il riflesso dello stimolo della tosse.
Queste piante, con gli opportuni dosaggi sono molto indicate per i bambini oltre ai tre anni di età. Come sappiamo, la frequentazione della scuola materna li espone da settembre ad aprile a infezioni del tratto respiratorio anche lievi, che però si traducono in interminabili episodi di tosse durante tutto questo periodo,

Altea – Althea officinalis L. – Fam. Malvaceae
Il suo nome, di cui si utilizzano le radici in autunno e le sommità fiorite in primavera deriva dal greco “altaino”, che significa “io guarisco”.
Dioscoride ne decantò l’utilità in caso di ferite, infiammazione delle mammelle, ragadi, mentre Ildegarda la consigliava in caso di febbre, infreddature, ingorghi delle vie respiratorie e, unitamente a Salvia, per combattere il mal di testa.
E’ citata in uno dei capitolari di Carlo Magno e largamente utilizzata durante il Medioevo.
E’ ricchissima di mucillagini, composte da polimeri di monosaccaridi, presenti fino al 20% nelle radici. Esse sono in grado di ostacolare l’ingresso dei patogeni attraverso le vie respiratorie che comunicano con l’esterno. Inoltre hanno un’azione antitussiva e di aumento della fagocitosi da parte dei macrofagi.
Altea è indicata in tutte le situazioni in cui l’infiammazione provoca dolore, fastidio, costipazione, blocco:
- Gastriti e duodeniti
- Coliti con stipsi
- Bronchiti e laringiti
- Cistiti
Per preparare un rimedio efficace con Altea l’ideale la macerazione a freddo. Versare su 1 cucchiaino da te di radice di altea seccata 1/4 di litro di acqua fredda, bollire per 10 minuti e spegnere, lasciando in infusione anche tutta la notte. E’ il momento in cui la pianta rilascia la maggior parte delle mucillagini. Al mattino si riporta a bollore e con questo preparato si possono effettuare dei gargarismi lenitivi, ma si può anche bere a più riprese durante la giornata.
Di natura neutra e fresca, in MTC appartiene alle logge TERRA-METALLO. Riduce la secchezza di stomaco, intestino e polmone, fluidifica i catarri ed esercita anche un’attività immunostimolante.
Malva – Malva Sylvestris L. – Fam Malvaceae

Il nome del genere deriva dal latino mollire alvum e significa “rendere molle” con riferimento alle sue proprietà emollienti.
Nei secoli la Malva ha avuto estimatori illustri. Cicerone e Catone la usavano a tavola in grande quantità, Orazio si ritemprava con Malva, cicoria e olive. L’imperatore Carlo Magno volle che nel suo giaardino venisse coltivata, in un’aiuola particolare, dove si raccoglievano foglie, radici e fiori per la preparazione di tisane e decotti destinati a curare i membri della famiglia imperiale,
Nel Rinascimento era davvero un rimedio per tutti i mali, nel linguaggio dei fiori la Malva corrisponde alla pacatezza e gentilezza.
Si utilizzano fiori e foglie, nei primi vi sono mucillagini e antocianidine, quindi dalle proprietà antiossidanti, mentre le foglie contengono in gran parte mucillagini.
Per queste sue caratteristiche è particolarmente utile in caso di tosse irritativa e dolorosa e può essere utilizzata anche per fare gargarismi, nelle infiammazioni del cavo orale e della faringe.
Anche l’intestino pigro e di conseguenza infiammato, non può che beneficiare di questa pianta che non manca mai nelle tisane che prescrivo in caso di stipsi, gonfiore, dolore addominale.
Si può preparare un infuso a caldo, da bere tiepido, ma anche lasciare in infusione tutta la notte a freddo come per l’Altea, in modo da beneficiare appieno del suo contenuto di sostanze emollienti.
Piantaggine – Plantago lanceolata, major, media – Fam. Plantaginaceae

Di Piantaggine si utilizzano le foglie, raccolte all’inizio della primavera. Piantaggine ha come virtù principale l’azione antinfiammatoria, Plinio la considerava in grado di sconfiggere ben 24 malattie.
In tempi più recenti Kneipp la consigliava mescolata ad Achillea per impacchi caldi al fegato in caso di ristagno e calcoli biliari. Consigliava anche di bere il succo fresco in primavera assieme al Tarassaco per la sua efficace azione depurativa e protettiva dello stomaco.
Piantaggine contiene mucillagini, tannini e acido silicico ( in particolar modo sullo stimolo della tosse è efficace la tipologia “minore”) , glicosidi iridoidi, alcaloidi, con azione antistaminica e acido ursolico, dalle spiccate proprietà sui calcoli biliari.
Spesso le tossi ostinate e inspiegabili, attribuite inizialmente a reflusso gastroesofageo degli adulti trovano sollievo quasi immediato dall’assunzione di uno sciroppo puro di piantaggine. Al contempo aiuta a fluidificare i catarri intestinali.
E’ veramente una pianta che si può utilizzare in caso di numerose problematiche, sia per la tradizione popolare, ma soprattutto alla luce delle nuove evidenze scientifiche:
- infiammazioni delle vie aeree, bronchiti, tosse, raffreddore
- gastriti
- diarrea
- infezioni urinarie
- allergie
- dermatiti
- ulcere
ma anche per uso esterno può dare molto sollievo in tutte le situazioni di:
- congiuntiviti
- stomatiti, gengiviti
- dermatiti
- prurito vulvare e vaginale
- punture di insetti
- piaghe e ferite
Secondo la MTC è una pianta di natura fredda, appartiene alle logge METALLO-ACQUA-TERRA, promuove quindi il benessere degli organi ad esse collegate, polmone, intestino, rene vescica, milza, pancreas.
Droghe fluidificanti
Ne fanno parte quelle che contengono saponine, agiscono come espettoranti e fluidificanti, quando occorre trattare delle tossi con catarro vischioso. Le saponine sono in grado di provocare una lieve irritazione della mucosa gastrica che determina uno stimolo indiretto ( probabilmente mediata del nervo vago) del riflesso muco ciliare, inducendo la produzione di secrezioni bronchiali più fluide.
Le saponine inoltre, venendo a contatto con il muco, per la loro capacità di abbassare la tensione superficiale lo rendono più fluido e facilmente eliminabile. Questa caratteristica rende gli espettoranti che la contengono “indiretti” , in quanto le saponine sciolgono il muco, mentre gli espettoranti diretti sono quelli che ne riducono alla fonte la produzione, grazie agli olii essenziali che contengono.
Timo – Thymus vulgaris L. – Fam. Labiate
E’ un piccolo e profumatissimo arbusto che cresce con grande facilità nel bacino Mediterraneo, di cui si utilizzano le sommità fiorite raccolte tra maggio e giugno.

Conosciuto nell’antichità, Plinio descriveva la qualità Serpillo come indicato nel morso dei serpenti. In realtà, oltre alla fisiognomica che lo ricorda, è molto adatto a disinfettare l’intestino. Questo perchè meno ricco di olio essenziale, quindi più delicato per il gastroenterico in generale, anche per lo stomaco.
Nei racconti popolari è un ingrediente dell’ “aceto dei 4 ladri”, dove si racconta che questi individui si salvarono dalla peste nel 600, cospargendosi il corpo con questo preparato. Non a caso era una miscela di timo, lavanda, salvia e rosmarino, il trionfo delle labiate che abbondano nel nostro Mediterraneo.
Contiene olio essenziale con timolo e carvacrolo, tannini, flavonoidi e triterpeni, ha un’importante attività espettorante, antitosse, ma soprattutto antibatterica e antifungina.
Come per gli altri espettoranti diretti l’azione avviene attraverso l’ assorbimento degli oli essenziali in essi contenuti nel tratto gastrointestinale e la loro eliminazione per via polmonare. In questo modo si ha la stimolazione delle cellule ghiandolari sierose e l’inibizione delle cellule ghiandolari mucose. L’effetto surfattante, simile a quello delle saponine provoca una stimolazione dell’epitelio ciliato e di conseguenza l’effetto espettorante di questa droga.
E’ un vero e proprio concentrato di sostanze benefiche che lo rendono prezioso nella cura di molte problematiche:
- Bronchiti, pertosse, infiammazione delle vie aeree
- Spasmi intestinali e flatulenza
- Astenia
Secondo la MTC è una pianta dalla natura calda, che appartiene alle logge METALLO-TERRA-ACQUA , è quindi un tonico generale, irrobustisce l’apparato respiratorio, interviene su reumatismi e nevralgie, tonifica il calore di stomaco e utero, rigenera i tessuti danneggiati dalle problematiche dermatologiche.
L’olio essenziale di timo può dare disturbi all’apparato gastrointestinale e reazioni allergiche dermatologiche, consultate sempre un erborista esperto prima di utilizzarlo
Primula – Primula Veris L. – Fam.Primulaceae

Di Primula si utilizzano i fiori e i rizomi raccolti in primavera. E’ il primo fiore di questa stagione e Ildegarda ce la descrive in grado di scacciare la malinconia. I fiori, hanno un effetto maggiore sul sistema nervoso, il rizoma agisce maggiormente sull’apparato respiratorio.
Infatti nei fiori vi sono carotenoidi, vitamine e flavonoidi, mentre le saponine triterpeniche sono contenute nei rizomi.
La Primula quindi trova impiego, a seconda della parte della pianta utilizzata, nelle seguenti problematiche:
- tosse, pertosse, bronchiti, laringiti, tracheiti
- nervosismo, ansietà, balbuzie
- insonnia
Secondo la MTC appartiene alle logge FUOCO-METALLO , ideale quindi per gli spasmi di origine nervosa e per rinforzare l’energia del polmone
Verbasco – Verbscum Thapsus L. – Fam. Scrophulariaceae

E’ molto comune alle nostre latitudini, contiene mucillagini, ma anche saponine quindi con effetto mucolitico ed espettorante, Per questo motivo una tisana di Verbasco è molto adatta per affrontare una bronchite produttiva di catarro che non fluidifica nel modo corretto.
Grindelia robusta – Fam. Asteraceae (Compositae)
E’ originaria della California, molto utilizzata dagli Indiani che qua vivevano in era pre coloniale. Si utilizzano i capolini che si raccolgono in estate, quando questi. ancora chiusi sono particolarmente ricchi di essudato resinoso. E’ considerata molto efficace nella tosse stizzosa, nel broncospasmo e nella pertosse.

La resina dei fiori contiene acido grindelico, ad azione antibatterica, ma anche flavonoidi e saponine, che favoriscono l’eliminazione dell’eccesso di catarro, grazie alla loro azione eccito-secretrice e di fluidificazione delle secrezioni bronchiali.
Dal canto loro le resine, aderendo alla mucosa, esplicano su di essa la stessa funzione che è loro specifica nella pianta che le sintetizza. Formano cioè un film protettivo, simile ai propoli e alla mirra, sulla superficie mucosa che impedisce e/o riduce il contatto degli agenti irritanti. Per questo è così utile nel trattamento della tosse asmatica. Nello stesso tempo i flavonoidi contrastano l’infiammazione.
Possiamo quindi stabilire che la Grindelia diventa particolarmente utile in tutti i casi di:
- Asma
- Bronchite cronica
- Tosse spasmodica
- Pertosse
Issopo – Hyssopus officinalis L. – Fam, Lamiaceae

Ha proprietà espettoranti, antisettiche, per cui viene impiegata nel trattamento delle forme catarralidell’apparato respiratorio e nei raffreddori. Contiene sia olio essenziale che saponine, quindi è un fluidificante sia diretto che indiretto, molto forte. Si consiglia quindi di consumarlo in infuso non in fase acuta, ma quando i fenomeni congestizi e infiammatori si sono attenuati.
Droghe spasmolitiche
Sono indicate in particolar modo per il trattamento della pertosse, della tendenza alla tosse abbaiante della laringite, della bronchite spastica e dell’asma. Di conseguenza in tutti quei casi in cui, soprattutto i bambini ma anche i loro genitori possono arrivare completamente prostrati dopo lunghe notti insonni di tossi così insistenti che a volte provocano il vomito e anche rotture dei capillari del viso per lo sforzo eccessivo e prolungato.
Qualche accenno sull’asma, problematica in aumento
L’asma bronchiale è una malattia cronica delle vie aeree caratterizzata da un’aumentata reattività dell’albero trachebronchiale a stimoli di varia natura. La conseguenza dell’asma è una diminuzione del diametro delle vie aeree per contrazione della muscolatura liscia , congestione vascolare, edema delle pareti bronchiali e secrezione importante. I sintomi sono molto chiari, difficoltà di respiro, tosse e respiro sibilante, il cosiddetto “fischio” nel momento dell’inspirazione. Nei bimbi più piccoli il segnale che un banale raffreddore si sta tramutando in un attacco asmatico è il classico “ritiro” del pancino, sempre nella fase inspiratoria.

Le cause scatenanti un attacco d’asma sono molteplici. Infatti i fattori che vanno a stimolare in modo abnorme questa iperreattività dovuta a predisposizione ad uno stato infiammatorio persistente dell’apparato respiratorio sono riconducibili a :
- allergenici
- farmacologici
- ambientali
- occupazionali, cioè da esposizione nei luoghi di lavoro
- infettivi
- correlati all’esercizio fisico
- psichici
L’allontanamento dell’agente scatenante è sicuramente la terapia principale, anche se possono passare veramente anni, e non pochi attacchi, anche importanti, prima di individuarli. La terapia farmacologica si avvale di farmaci che agiscono sulla muscolatura liscia, ad azione immediata e quelli che lavorano sull’infiammazione, più a lungo termine come i glucocorticoidi.
Viburnum Lantana – Viburno – Fam. Caprifogliaceae
Si ottiene dalle gemme macerazione delle gemme fresche raccolte in primavera durante la ripresa vegetativa.

Al Viburno sono riconosciute proprietà antiallergiche, spasmolitiche, sedative e cardiotoniche. In particolare la gemmoterapia gli riconosce un tropismo particolare sull’apparato respiratorio, dove esercita un effetto protettore nel broncospasmo. Conferma di conseguenza le sue proprietà anti-asma, in quanto in grado di diminuire efficacemente il broncospasmo e di regolare il tono bronchiale, E’ in grado di ristabilire la normale funzione respiratoria, risultando utile sia negli attacchi asmatici acuti, che negli stati allergici cronici.
Nel primo caso l’associazione è con Ribes Nigrum e nel secondo è con Rosmarinus officinalis.
Drosera – Drosera Ramentacea Burch – Fam. Droseraceae
Al genera Drosera appartengono molte specie di organismi vegetali carnivori, ormai difficili da trovare allo stato spontaneo. Si utilizzano le parti aeree, raccolte durante il periodo estivo. Una delle sue caratteristiche è la ricchezza in enzimi proteolitici, confermata dagli studi di Darwin del 1875, i quali dimostrarono che la digestione di sostanze organiche può avvenire anche negli organismi vegetali.

Le drosere infatti catturano gli insetti con i loro tentacoli spingendoli all’interno delle foglie, dove vengono bloccati dalla mucillagine che esse producono.
La sostanza più importante che esercita azione spasmolitica è il droserone, che lavora sulla muscolatura liscia bronchiale. Contiene inoltre polisaccaridi e polifenoli, ma anche acidi organici e naftochinoni, responsabili anch’essi delle proprietà antispastiche della pianta. Ha anche un’azione antibatterica e rilassante.
Secondo Leclerc calma gli eccessi parossistici di tosse riducendo anche gli attacchi di vomito che ne conseguono, come nella pertosse, esternamente veniva impiegata contro verruche, porri e callosità.
Grazie alle sostanze molto attive che contiene, merita una nota anche la plumbagina, che inibisce la crescita di numerose tipologie di batteri, è impiegata in tutti i casi di:
- Tosse spasmodica, pertosse, tracheiti, laringiti
- Bronchite cronica
- Asma
- Sindromi respiratorie di natura allergica
Il suo utilizzo, alle dosi consigliate dal Vostro erborista di fiducia, non presenta effetti collaterali, ma occorre usare cautela in presenza di ulcere gastriche e intestinali.
E’ molto efficace soprattutto associata alla Propoli, di cui puoi leggere qui, e alla Grindelia per la sua capacita fluidificante e sedativa della tosse
Enula – Inula helenium L. Fam Asteraceae (Composite)

E’ assai diffusa nei terreni aridi, dall’odore di violetta e sapore amaro piccante. Favorisce l’espettorato e agisce come spasmolitico. Contiene un olio essenziale molto efficace, e si utilizzano le radici per un decotto nella misura di un cucchiaino per 250 ml di acqua.
Eringio – Heringyum Maritimum – Fam Apiaceae
E’ una pianta perenne molto diffusa nelle regioni calde e temperate, per il suo effetto calmante e spasmolitico è particolarmente indicata per il trattamento della pertosse dei bambini. E’ chiamata anche agrifoglio marino.

Si utilizzano le foglie e si prepara un infuso con un cucchiaino per 250 ml d’acqua e un infusione di 15 minuti. Anche anice e finocchio hanno una leggera azione calmante della tosse e favorendo l’eliminazione del catarro.
Dottoressa del naturale Rita Rossi
Bibliografia: Fitopediatria – Campanini – Tecniche nuove
Le malattie da raffreddamento – Dorstewitz- Tecniche nuove
Fitoterapia – Sangiorgi, Minelli, Crescini, Garzanti – Casa ed.Ambrosiana
Fitoterapia – Capasso, Grandolini , Izzo – Springer
Gemmoterapia – Piterà, Nicoletti – Nuova Ipsa editore




