Fisionomia”pera”: disintossicare e drenare contro sovrappeso, cellulite e cattiva circolazione, le piante ci aiutano in modo efficace e naturale
Indice:
- Fisionomia”pera”: disintossicare, drenare per agire su circolazione e cellulite
- Uno step importante: mettere in moto
- Disintossicare il fegato e agire sul connettivo
- Remineralizzare con Equiseto
- Sosteniamo il sistema vascolare con le piante e i gemmoderivati
- Integratori utili per la donna pera
Fisionomia”pera”: disintossicare, drenare per agire su cellulite e cattiva circolazione

Quando parliamo di questa “categoria” di donne ci riferiamo a chi ha tendenza ad accumulare grasso e liquidi su cosce e sedere. La situazione è un pò più complessa rispetto alla fiosionomia “mela” che è più sensibile rispetto ai picchi glicemici.
In aggiunta a questo, diciamo, scherzandoci un pò su, che le signore in climaterio e menopausa, categoria quest’ultima alla quale appartengo, aderiscono loro malgrado e con poco entusiasmo ad entrambe, diventando un pò “macedonia”.
Il peso infatti si distribuisce in modo differente. Chi in gioventù aveva vita stretta nota che l’accumulo di grasso sull’addome resiste, refrattario anche all’introduzione di un numero minore di calorie giornaliere, in un regime dietetico controllato, e all’ adeguato e costante e personalizzato esercizio fisico.
D’altra parte il calo di estrogeni che causa questa condizione è fisiologica. Occorre fare pace con questi cambiamenti, che accompagneranno tutta la maturità. In realtà la diminuzione di questi ormoni crea problemi più importanti. Infatti viene a mancare un’importante protezione grazie alla loro attività antiossidante, cioè l’eliminazione dei radicali liberi. Non solo questo, ma si va incontro più facilmente a problemi cardiovascolari.
Un’azione più complessa è necessaria per la fisionomia pera
Proprio perchè questo tipo di fisionomia comporta una numerosa serie di problematiche, occorre affrontarla con le piante giuste. E’ necessario considerare in maniera molto attenta il tessuto connettivo, il sistema linfatico, ma anche quello circolatorio. Infatti i vasi sanguigni per osmosi perdono liquidi. Se questi non vengono trasportati verso il cuore da un efficiente sistema linfatico si possono verificare edemi, accumuli e ristagni di liquidi con conseguente gonfiore, senso di pesantezza, fastidio, prurito.
Uno dei primi step è la disintossicazione, cioè l’eliminazione delle tossine, naturalmente in modo equilibrato e dopo un’attenta valutazione della persona.
Gli organi cosiddetti “emuntori” cioè deputati a questo scopo, non sono solo reni ed intestino, ma anche fegato, pelle e polmoni. Occorre pertanto verificare sempre se la persona che vi ricorre è in grado di avviare un processo di depurazione più o meno importante. Una delle piante di eccellenza per la depurazione è sicuramente la betulla.
BETULLA – Betula alba o verrucosa o pendula – Fam. Betulaceae – primo passo per agire su disintossicazione, cellulite e cattiva circolazione

Di questo albero si utilizzano davvero tante parti, a seconda dell’obiettivo: le foglie, la corteccia, le gemme e la linfa.
Il tempo balsamico di raccolta è la primavera. Per quello che riguarda la linfa, la sua raccolta avviene incidendo già agli inizi di marzo la corteccia esposta a sud.
Il nome deriva da “battere” perchè Plinio utilizzava rami di betulla per punire i suoi scolari.
E’ originaria dell’Europa e dell’Asia settentrionale, nel nord Italia è molto diffusa. E’ considerato un albero sacro, la sua corteccia argentata lo associa sia alla luna che al sole.
Ildegarda consigliava la betulla per cicatrizzare le ferite e purificare pelle e intestino.
La betulla contiene flavonoidi, tannini, sali minerali e un olio essenziale che contiene sesquiterpeni, questi ultimi esercitano un’azione calmante, antinfiammatoria, di stimolo della circolazione. Contiene anche salicilato che conferisce alla betulla proprietà, antipiretiche, antinfiammatorie e antidolorifiche, caratteristiche che contraddistinguono anche la betulina, una sostanza presente nella corteccia.
I flavonoidi soprattutto sono i protagonisti delle proprietà diuretiche riconosciute fin dai tempi antichi alle foglie di betulla, senza perdita significativa di sali, che ne fanno un ottimo coadiuvante nei casi di:
- ritenzione idrica
- calcoli renali, renella
- cistiti
- artrosi
- iperuricemia
- cellulite
La natura di questa pianta è fresca, preferiamo utilizzarla quindi in primavera, mentre secondo la MTC (Medicina Tradizionale Cinese) appartiene alle logge ACQUA-LEGNO, pertanto le foglie sono indicate in tutte le disfunzioni che hanno a che fare con l’eccesso di umidità e calore interno, mentre agisce anche sul fegato, migliorando la costipazione. E’ la pianta che combatte tutte le stasi e le mobilità. Risulta pertanto preziosa in tutti i casi di ritenzione idrica, mobilita e favorisce l’eliminazione degli acidi urici.
La betulla e la gemmoterapia, prezioso strumento di depurazione
Le due varietà più utilizzate sono la Betula Pubescens e la Betula alba. Queste due specie si distinguono per il colore della corteccia, ma anche per il loro habitat. La prima tipicamente di pianura, la seconda si trova più frequentemente in montagna.
Utilizzare i gemmoderivati è estremamente interessante per la grande tollerabilità. Infatti questo sistema di drenaggio riduce la perdita di elettroliti importanti, favorendo l’eliminazione di quelli in eccesso, azoto, cloruri ecc.
Entrambe le specie lavorano sul S.R.E. (sistema reticolo endoteliale) un insieme di cellule deputate all’eliminazione delle tossine. Hanno caratteristiche comuni, ma mentre la varietà pubescens si consiglia più nell’età adulta e nella terza età, la verrucosa è più indicata nei bambini e nei soggetti giovani.
Betula pubescens
Fisionomia “pera”: disintossicare, drenare per agire su circolazione e cellulite? Betula pubescens è il rimedio di eccellenza, ma soprattutto di partenza, in quanto drenante dei tessuti infiltrati da eccesso di scorie metaboliche. Agisce soprattutto come antinfiammatorio quando ci sono situazioni croniche, le sue varie parti si utilizzano per scopi differenti.

In particolare gli amenti, infiorescenza dal particolare connotato riproduttivo si rivelano molto utili nei disturbi della sfera sessuale maschili e femminili per la presenza di sostanze ormonali, quindi sono indicati nelle seguenti problematiche:
- ritardo nello sviluppo sessuale
- diminuzione della libido
- frigidità e astenia sessuale
Le gemme di Betula pubescens hanno un’azione stimolante sulle difese immunitarie per la loro azione sul SRE e antistaminica, in quanto detossificano il fegato che è il principale protagonista della metabolizzazione dell’istamina.
La scorza interna di Betula pubescens esercita una forte attività diuretica, più delle foglie e della linfa.
Betula verrucosa – disintossicazione ed energia mentale
Di Betula verrucosa si utilizzano soprattutto le gemme, che hanno un’azione molto simile a quelle di pubescens, risultano molto efficaci sui disturbi osteoarticolari, ma anche la LINFA.
La linfa agisce in modo molto efficace sul drenaggio dei liquidi e delle tossine. Le situazioni fastidiose di accumulo di scorie si manifestano soprattutto in occasione della primavera. Questo è il momento di riattivazione metabolica dell’organismo e questo è il momento migliore di utilizzarla.

Un grande aiuto, soprattutto per gli adolescenti in difficoltà con lo studio, o durante la preparazione di esami scolastici può venire dall’utilizzo dei semi. Questi ultimi sono efficaci ed equilibrati stimolanti del sistema nervoso centrale, migliorano la difficoltà di concentrazione e la memoria e sono molto indicati in caso di stress psicofisico.

FRASSINO – Fraxinus Excelsior – Fam Fagacee
E’ un albero imponente, originario dell Europa e del Caucaso, in fitoterapia se ne utilizzano le foglie.
Il suo nome deriva da “fraxis”, separazione, in quanto è da sempre utilizzato per segnare i confini delle proprietà.
Il termine excelsior ci rimanda alla maestosità di questo albero, che è considerato il simbolo dell’eternità della vita che nulla può distruggere.
Nella cultura nordica il frassino è sempre stato considerato un albero magico ed era usato dai Druidi celti durante le loro cerimonie rituali. Dioscoride e Plinio ne decantavano persino le proprietà come antidoto contro il veleno di serpente. Ippocrate prima e la Scuola Salernitana poi, elogiavano le proprietà del frassino, soprattutto come diuretico.
Nel Medioevo Ildegarda di Bingen utilizzava le foglie di frassino per le loro proprietà diuretiche e antinfiammatorie, ideali per la cura della gotta.
Il suo legno è pregiato ed usato per lavori che richiedono una grande resistenza. Da più di 300 anni questa pianta conserva una grande tradizione di disintossicazione dell’organismo.
Il fitocomplesso del frassino è ricco di flavonoidi, tannini, acido ursolico, un olio essenziale ricco di terpeni e cumarine. La “Manna”, delicato lassativo che si può utilizzare anche per i bimbi, si ottiene proprio per incisione della corteccia. E’ anche antinfiammatorio e antireumatico, grazie alle cumarine, e un prezioso alleato nella terapia contro l’uricemia alta, pertanto è particolarmente indicato come coadiuvante in tutti i casi di:
- edemi, infiammazioni delle vie urinarie
- reumatismi articolari
- iperuricemia
- ipertensione
Fraxinus excelsior – gemmoderivato di frassino
Il gemmoderivato di frassino ha un’importante azione antinfiammatoria sulle articolazioni, i tendini e le sinovie migliorando nel frattempo la funzione renale. Lo consigliamo pertanto in tutte le situazioni di:
- ritenzione idrica
- cellulite
- ipercolesterolemia
- iperuricemia
- artriti, artrosi, tendiniti
Ricordiamo che in MTC le problematiche legate al fegato, di cui il frassino è un importante disintossicante, sono relative al movimento, quindi tendini e legamenti, e alla vista. Non a casa il gemmoderivato di frassino agisce anche su disturbi legati a questi organi.
Eccellente antinfiammatorio per i dolori muscolo scheletrici, associato a Populus Tremula – pioppo tremulo
APARINE – Galium Aparine L. – Fam. Rubiacee

Di questa pianta, molto comune in Nord America ed Eurasia, si utilizzano le parti aeree raccolte durante la fioritura da maggio a ottobre. Non è un caso che il suo tempo balsamico corrisponda proprio ai periodi durante il quale si fa maggiore ricorso a pratiche depurative, in particolare in primavera e autunno.
Il suo nome deriva dalla sua capacità di cagliare il latte e di agganciarsi, grazie alle spine uncinate dei suoi frutti, agli animali, favorendo così la sua diffusione. E’ chiamata anche “acchiappacani”, proprio per questo motivo, ma anche “attaccamani”.
I suoi semi tostati e privi di caffeina possono essere usati per una bevanda rinfrescante e corroborante.
Già Copernico lo utilizzava come depurativo nei problemi renali, mentre i suoi germogli e le giovani piante sono un piatto molto apprezzato in Cina come coadiuvante nel controllo del peso.
Il Galium contiene iridoidi, dalle caratteristiche antinfiammatorie, antidolorifiche, antispasmo e antistaminiche.
E’ utilizzato come potente depurativo, in quanto agisce esercitando un’importante azione di eliminazione delle tossine a livello epato-pancreatico, tonificando in generale il drenaggio linfatico.
Aumenta il volume delle urine pertanto stimola anche la detossinazione attraverso la diuresi, e al contempo esercita attività antibatterica e antinfiammatoria che contrasta efficacemente disturbi renali, cistiti, e infiammazioni tipiche della terza età come le prostatiti.
Stimola la sudorazione e, quindi, anche l’eliminazione delle tossine attraverso la pelle, contribuendo ad abbassare la febbre: ecco così che agisce praticamente sulla maggior parte degli organi emuntori.
Le sostanze presenti nel suo fitocomplesso rendono il Galium un eccellente rimedio topico, quindi per uso esterno, contribuisce a sanare eczemi, ferite e infiammazioni cutanee e a lenire i disturbi della psoriasi.
Anche per questo motivo è un prezioso ingrediente da utilizzare nelle tisane depurative tipiche del cambio stagionale.
Sedano – Apium Graveolens L. – Fam. Apiaceae
Per la salute dell’apparato urinario, e l’uricemia: dall’antichità il Sedano è considerato un’erba medicinale versatile per corpo e mente

Tutta la pianta è officinale, ma in particolar modo i frutti sono molto attivi in quanto ricchi di olio essenziale.La radice ad esempio fa parte di un famoso e antico “Sciroppo delle 5 radici” fortemente drenante, con Asparago, Finocchio, Prezzemolo e Rusco, utilizzato nel trattamento della gotta e delle problematiche dell’apparato urinario.
Nel Medioevo il sedano era utilizzato per scacciare la malinconia ed era considerato un mezzo infallibile per conoscere il sesso del nascituro: se si metteva in testa all’ignara donna incinta una pianta di sedano con la sua radice, se il primo nome che pronunciava era maschile sarebbe stato un maschio, altrimenti una femmina.
I frutti esercitano un’importante azione diuretica, in quanto stimolano l’epitelio renale, ma sono anche digestivi, carminativi e, grazie alle cumarine che contengono, sedativi e battericidi.
L’uso alimentare per quanto riguarda il Sedano costa ne fa una fonte di fibre, calcio, fosforo, ferro, sodio, potassio, vitamine del gruppo B, A e C.
Facendo attenzione ad eventuale allergia, più comune di quanto si creda, diventa quindi un ottimo alleato durante le diete ipocaloriche, 100 grammi apportano solo 21 calorie e aiuta ad eliminare le tossine tramite un’efficace azione diuretica.
Fammi sapere se vuoi che formuli appositamente per te una tisana diuretica, che ti aiuti a disintossicarti, apportando le virtù antiossidanti delle piante officinali
UNO STEP IMPORTANTE: METTERE IN MOTO per consentire di disintossicare, drenare e agire su cellulite e cattiva circolazione
Spesso la fisionomia pera come abbiamo detto soffre più di quella mela di stasi, blocco, soprattutto difficoltà ad ad eliminare tossine e cataboliti. Questi ultimi sono il risultato delle numerose reazioni chimiche che avvengono all’interno del nostro organismo.
Per questo ci può efficacemente venire in aiuto il rosmarino.
ROSMARINO – Rosmarinus officinalis L. – Fam. Labiateae
Il rosmarino è un arbusto perenne, è molto comune in Italia. Fa parte di quella famiglia di piante di cui la nostra penisola è molto ricca. In quanto tale è da considerare un vero dono da parte della natura.

La nostra cucina è famosa per l’utilizzo di queste preziose erbe aromatiche, d’altra parte il loro utilizzo è un toccasana per la nostra salute. Spesso nei miei articoli parlerò di queste piante che nulla hanno da invidiare ad altre più famose d’oltre oceano. Esse a volte sono frutto di mode del momento. Occorre tenere conto dell’importanza della connessione profonda tra gli organismi con le piante dove questi stessi organismi sono nati e cresciuti.
Il rosmarino è noto fin dall’antichità, non a caso sempre aggiunto alle carni per le sue proprietà digestive, ma non solo. E’ un ingrediente della famosa “Acqua d’Ungheria”, usata dalla regina come depurativa, ma anche dell'”Aceto dei 4 ladroni”. Questo era utilizzato per proteggersi dal contagio durante le grandi epidemie, assieme a numerose altre labiate, quali timo, salvia, lavanda.
Anche l'”Acqua di San Giovanni” ,che utilizzata nel giorno di giugno promette salute per tutto l’anno, vede tra i suoi ingredienti il rosmarino. Addirittura con il legno dello stesso si fabbricavano pettini per contrastare la caduta dei capelli.
Una grande quantità di preziosi principi attivi
Il rosmarino contiene un preziosissimo olio essenziale dalle numerose proprietà antireumatiche, mucolitiche, antispastiche dell’apparato gastrointestinale.
Contiene anche flavonoidi, acidi fenolici, tannini, vitamina C, colina, e un potente antiossidante l’acido rosmarinico. Ha un’azione epatoprotettrice e di stimolo della produzione degli epatociti, un’attività antispasmo e azioni antiossidante, antibatterica, antimicrobica.
Per questo trova impiego come coadiuvante in numerose problematiche che vedono alterato equilibrio dell’omeostasi dell’organismo:
- epatopatie, acute o croniche, anche in seguito a pregresse patologie a carico del fegato
- dispepsia, stipsi, meteorismo
- dislipidemia, ipercolesterolemia, iperglicemia
- coadiuvante nelle diete ipocaloriche
- affezioni catarrali delle vie respiratorie
Gemmoderivato di Rosmarino

Il macerato idrogliceralcolico di rosmarino si ricava dalla macerazione di giovani getti raccolti nel momento della loro ripresa vegetativa.
La sua azione è in primo luogo antiossidante e antinfiammatoria, di qui la sua attività principale sul fegato e sugli epatociti. In questo caso l’attività del gemmoderivato è molto superiore a quella della pianta adulta. Agisce a livello delle surrenali, con stimolazione equilibrata. E’ quindi molto indicato in caso di stress, ma anche in chi soffre di problemi cronici di insufficienza surrenale come il morbo di Addison.
Il gemmoderivato di rosmarino è in grado di stimolare l’attività sessuale. E’ un ottimo eucinetico, mette in moto ed è rigenerante. Donne e uomini che si trovano nella fase di senescenza gonadica, tipica dell’età adulta, possono trovare giovamento da una serie di disturbi quali riduzione della libido, frigidità, disturbi dell’erezione e della prostata.
Grazie alla sua azione sul fegato regola l’eliminazione delle tossine, e ha un’azione antiallergica, specialmente sulle forme croniche. Siccome in MTC (Medicina Tradizionale Cinese) Il fegato è legato alla vista agisce favorevolmente anche sul suo miglioramento. Ha un’attività coleretica, e colagoga, migliora la fluidità della bile e risulta un efficace drenante epato-biliare.
A livello del sistema nervoso centrale stimola la memoria e il microcircolo cerebrale.
DISINTOSSICARE IL FEGATO E AGIRE SUL TESSUTO CONNETTIVO
Le piante che agiscono in modo positivo sul fegato sono tante, ma per il nostro scopo, che è quello di intervenire anche sul tessuto connettivo oltre che sul rinforzo del vascolare, pur stimolando gli organi emuntori, occorre parlare del Crisantello.
Crisantello – Chrysantellum americanum – Fam. Asteracee

Del crisantello si utilizzano le sommità fiorite. Ha numerose sostanze attive, flavonoidi, saponine, acidi organici e polifenolici, sesquiterpeni e diterpeni. Grazie a queste sostanze, ma soprattutto ai flavonoidi ha un’azione antiossidante su ben tre sistemi :
- vascolare
- digerente
- connettivo
I flavonoidi stimolano la secrezione biliare mentre le saponine esercitano azione antinfiammatoria
E’ molto particolare la sua azione anche sul sistema vascolare. Gli studi su persone con problemi agli arti inferiori di insufficienza venosa hanno evidenziato diminuzione del dolore e della circonferenza della coscia e per contro un aumento dei parametri relativi alla resistenza del tono vasale. Il risultato è stato un miglioramento dei sintomi come la sensazione di pesantezza e gonfiore alle gambe.
Il crisantello ha dimostrato una buona attività coadiuvante nell’abbassamento dei livelli dei trigliceridi, un pò meno sul colesterolo. D’altra parte anche le coliche renali da calcoli di ossalato hanno avuto dei miglioramenti in frequenza ed intensità.
Per queste caratteristiche il Crisantello è particolarmente indicato nei casi di:
- Insufficienza epato-biliare
- Ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia
- Insufficienza circolatoria arteriosa, venosa e capillare
- calcoli renali
- astenia fisica e sessuale
Secondo la MTC il Crisantello appartiene alle logge TERRA-LEGNO, pertanto con la sua natura fresca neutra dissipa l’eccesso di calore di stomaco, diminuisce la stasi di fegato e tonifica entrambe gli apparati.
Scrivimi per una tisana personalizzata efficace per il colesterolo con crisantello, curcuma e carciofo ed un altra specifica per i trigliceridi con alburno di tiglio
Centella asiatica – Hydrocotyle asiatica – Fam. Ombrellifere

La Centella è una pianta asiatica, di cui si utilizzano le parti aeree, raccolte prima della fioritura. La medicina Ayurvedica la utilizza moltissimo, le sue foglie assomigliano agli emisferi cerebrali, organi che beneficiano delle sue proprietà. Sembra che il nome derivi da “centellinare”, in quanto la pianta sorseggia pian piano l’acqua dai terreni palustri dove preferibilmente vive. Un proverbio asiatico, simile al nostro “una mela al giorno toglie il medico di torno”, ne loda le virtù allunga-vita.
In India è considerata ringiovanente, stimolante delle ghiandole surrenali e riequilibrante del sistema nervoso. La sua attività spinge all’eliminazione delle tossine attraverso diuresi e disintossicazione, è molto indicata per le problematiche cutanee quali psoriasi, dermatiti ed eczemi. Infatti gli Olandesi che ne conoscevano l’attività cicatrizzante, la introdussero in Europa.
Centella, una pianta per tanti utilizzi diversi
Centella contiene triterpeni, glicosidi, fitosteroli, flavonoidi, acidi grassi, tannini, oligosaccaridi, carotenoidi.
I glicosidi e i triterpeni agevolano la formazione del tessuto connettivo, e dei glicosaminoglicani, tra cui l’acido jaluronico, conferendo in questo modo al derma elasticità, compattezza. Inoltre favorisce la formazione di collagene, grazie alla stimolazione dello strato germinativo e dei fibroblasti, dovuto anche al contenuto di vitamina C,
Attiva la fibrinolisi, cioè riduce la formazione di fibrina attorno al vaso sanguigno consentendo il suo regolare nutrimento e incrementa la formazione di fibronectina, componente importante della parete dei vasi.
Grazie a queste sue caratteristiche è di conseguenza particolarmente indicata per il trattamento della cellulite. Studi scientifici hanno anche provato l’aumento dell’ossigenazione e la diminuzione di anidride carbonica nei tessuti transcutanei, e una diminuzione della permeabilità capillare. Le caviglie si sgonfiano sensibilmente e la sensazione di pesantezza agli arti inferiori diminuisce.
La Centella contribuisce in modo concreto anche al buon esito del processo cicatriziale, sia sulle ustioni che sulle ferite da intervento chirurgico. Si è rivelata di conseguenza molto efficace per il trattamento delle cicatrici, ma anche dei cheloidi, sia applicata in crema che per uso interno.
Centella non solo per il tessuto connettivo, ma anche per il sistema vascolare e il cognitivo
Molti studi hanno verificato la sua attività sul sistema nervoso centrale intesa come ansiolitica. In aggiunta a questo è largamente utilizzata in India sui bimbi con ritardi dello sviluppo mentale, e sugli adulti con disturbi della memoria e del sistema cognitivo.
Questa pianta è nota anche per le sue capacità flebo-toniche e vaso-riparatrici, caratteristica anche questa molto importante per la fisionomia pera, al fine di disintossicare, drenare ed eliminare la cellulite. Infatti i triterpeni agiscono efficacemente anche sull’insufficienza venosa, grazie proprio a questa loro capacità di regolarizzare la struttura del connettivo.
Grazie a questo prezioso fitocomplesso Centella può essere di aiuto e coadiuvante in tutti questi casi:
- Cellulite
- Insufficienza venosa, varici, emorroidi e ulcere varicose
- Perdita di memoria e deficit cognitivi
- Nevrosi ansiose, stress
- Dermatiti e problematiche della pelle in generale come ferite, cheloidi, piaghe da decubito
Secondo la MTC Centella appartiene alla loggia ACQUA-TERRA-LEGNO, pertanto sostiene e tonifica l’energia del rene, mobilita il sangue accelerando i processi di guarigione. La sua natura è fresca, è l’ideale in tisana con i primi caldi stagonali.
Avvertenze: non somministrare assieme a farmaci attivi sul SNC
EQUISETO – Equisetum arvense L. – Fam Equisetacee
E’ una pianta utilissima in questo contesto, perchè associata a betulla e frassino è imbattibile per detossinare, sostenere, remineralizzare, se vuoi approfondire clicca qui
Sosteniamo il sistema vascolare con le piante
L’apparato circolatorio è l’apparato di interconnessione con tutti gli apparati e sistemi e ha il compito di:
- trasportare i nutrimenti assorbiti a livello intestinale e l’ossigeno assorbito a livello polmonare in tutto il corpo
- trasportare prodotti di scarto come l’ anidride carbonica e l’urea. I poloni eliminano la prima e i reni la seconda
- mantenere l’omeostasi corporea, il tono vascolare, temperatura, pH
Questo sistema è formato da cuore e vasi sanguigni, arterie, vene e capillari ed è su questi due ultimi su cui vorrei portare la nostra attenzione in questo contesto.
Le vene sono i vasi che ritornano al cuore in cui il sangue scorre dall’esterno verso il cuore, i capillari sono piccoli vasi, però importantissimi, dove avvengono gli scambi metabolici. Le pareti delle vene sono formate da un particolare tipo di tessuto connettivo e si dividono in due tipologie:
- vene fibrose – di tipo ricettore, che portano il sangue secondo gravità, ad esempio quelle della testa, dove le pareti sono praticamente costituito da solo connettivo.
- vene fibromuscolari – di tipo propulsore che portano il sangue contro gravità, di conseguenza nelle pareti ci sono cellule muscolari lisce, che si contraggono aiutando il sangue a muoversi.
L’importanza del movimento per mantenere la tonicità vasale, ma non solo
La presenza di queste cellule muscolari non è sufficiente a garantire questa azione, quindi si sono creati dei meccanismi che favoriscono questo scorrere del sangue verso l’alto.
In particolare le arterie e le vene decorrono vicine, generalmente un’arteria ha due vene satelliti nel tessuto connettivo.
Siccome il sangue nelle arterie pulsa in modo importante contro gravità, favorisce anche il movimento del sangue che scorre nelle vene.
All’interno delle vene inoltre ci sono delle strutture chiamate valvole a nido di rondine con concavità rivolta verso l’alto. Quando si è fermi in stazione eretta, queste valvole sono chiuse e questo impedisce il ritorno del sangue verso il basso. Quando ci si muove i muscoli si contraggono e le valvole a valle del muscolo si aprono e in questo modo il sangue è spinto verso l’alto.
Per questo motivo è consigliato di muoversi spesso quando si è in posizione eretta a lungo, per favorire i ritorno del sangue.
Se il ritorno non è perfettamente garantito il sangue finisce per sfiancare le pareti delle vene e si formano le vene varicose.
E’ per questo motivo che si consiglia, soprattutto in occasione di fattori predisponenti come sovrappeso, vita sedentaria, fumo, età non più giovane, di ricorrere a delle piante dette flebotoniche.
Il risultato sarà prevenire e arginare lo sfiancamento dei vasi sanguigni e di conseguenza migliorare gli scambi cellulari tra vasi. Questo consentirà al sistema circolatorio di esercitare le azioni fondamentali che abbiamo indicato all’inizio del paragrafo.
AMAMELIDE – Hamamelis virginiana L. -Fam. Hamamelidaceae

L’ Amamelide è originaria del Nord America, in fitoterapia si utilizzano soprattutto le foglie, che si raccolgono in estate e la corteccia, in primavera.
Il nome deriva da mela, fiorisce in pieno inverno è pertanto molto resistente alle basse temperature.
Gli Indiani d’America la utilizzavano per tutte le problematiche relative alle ferite, le ulcere, le emorroidi, le vene varicose. E’ una pianta dalle caratteristiche fondamentalmente emostatiche: cioè in grado di fermare le emorragie. Grazie a questa caratteristica anche in campo cosmetico viene molto usata per la couperose.
I principali componenti sia delle foglie che della corteccia sono saponine e tannini, in maggiore quantità in quest’ultima. Mentre nelle foglie vi sono molti flavonoidi dalle proprietà antiossidanti, aldeidi, chetoni, in entrambi c’è un olio essenziale.
I tannini applicati sulla pelle provocano una reazione particolare, facendo precipitare le proteine della membrana cellulare. La conseguenza è il restringimento dei capillari e la riparazione più veloce è la riparazione delle ferite. Le aldeidi e i chetoni presenti solitamente nell’acqua di amamelide per il viso le conferiscono attività antinfiammatoria e antibatterica.
Amamelide, da subito più vitalità ai nostri vasi sanguigni
Per quanto riguarda l’azione vascolare gli estratti di Amamelide contribuiscono a migliorare il microcircolo, il tono capillare e il tessuto connettivo. Di conseguenza tutte le problematiche in cui è consigliata questa pianta possono essere le seguenti:
- Flebiti
- Varici
- Emorroidi
- Dismenorrea con congestione
- Emorragie
e per uso esterno diventa una preziosa alleata dove la necessità e sfiammare, decongestionare, cicatrizzare:
- lesioni cutanee
- infiammazioni delle mucose, gengiviti, piorrea
- couperose
- eczema
In MTC è una pianta di natura fresca, associata alle logge LEGNO-ACQUA, tonifica il sangue e sblocca le stasi e le congestioni, anche dell’utero, diminuisce l’umidità associata sia al calore che al freddo.

RUSCO – Ruscus Aculeatus L. – Fam.Liliacee
Il Rusco, detto anche “Pungitopo” cresce nei boschi europei, le parti che si utilizzano sono i rizomi che si raccolgono in autunno.
Le sue bacche rosse sono inconfondibili e simili a quelle dell’Agrifoglio. Nel 300 a.C. Dioscoride lo consigliava come diuretico per contrastare ristagni, edemi e ipertensione.
E’ un ingrediente del famoso “sciroppo delle Cinque Radici” assieme ad asparago, finocchio, prezzemolo e sedano dalle grandi virtù diuretiche.
Dalla metà del 900 sono state verificate anche le sue proprietà sul sostegno del microcircolo e la sua attività su emorroidi, le gambe pesanti, le varici.
I suoi componenti principali sono saponine, flavonoidi, fitosteroli, acidi grassi, un vero e proprio concentrato di benessere naturale. Soprattutto le prime esercitano un’importante azione protettiva delle vene e dei capillari, migliorando il flusso sanguigno e il tono delle loro pareti. Infatti esse in quanto aumentano la forza contrattile delle fibre elastiche e contrastano il rafforzarsi dei cedimenti come emorroidi e vene varicose.
Un’ altra azione è anche l’inibizione enzimatica dell’enzima elastasi, quindi come molte piante si attiva diminuendo la capacità “distruttiva” dei sistemi interni di ricambio cellulare.
Rusco, alleato delle nostre gambe, soprattutto nei mesi più caldi
Il Rusco è un ottimo rimedio naturale per il trattamento dei problemi associati all’insufficienza venosa cronica, come dolore, senso di pesantezza, crampi alle gambe, gonfiore e prurito, ma anche bruciore e prurito in caso di emorroidi. Di conseguenza risulta un ottimo rimedio per uso interno in questi casi:
- Insufficienza venosa cronica
- Edemi
- Geloni
- Emorroidi
- Cistiti
- Retinopatia diabetica
mentre per quanto riguarda l’utilizzo topico è un ingrediente ideale nelle preparazioni che mirano a risolvere sindrome venosa cronica, emorroidi, eritemi, fragilità capillare.
E’ una pianta di natura fresca, come Amamelide appartiene alla loggia LEGNO-ACQUA, tonifica il movimento del sangue, drena i reni appesantiti che si manifestano con poche urine e scure.

IPPOCASTANO – Aesculus hyppocastanum L.- Fam. Ippocastaneceae
L’Ippocastano è un albero originario dell’Asia minore, molto comune anche nei nostri viali e parchi. Si utilizzano in particolar modo i semi che si raccolgono in autunno.
Essi assomigliano alle castagne edibili, ma non possono assolutamente essere consumati tal quali. Il suo nome fa riferimento al fatto che anticamente i suoi semi erano efficaci per trattare la tosse dei cavalli.
Dalla metà del cinquecento le coltivazioni di ippocastano erano numerose in Europa, e nell’ottocento cominciò ad essere utilizzato come flebotonico e vasoprotettore e più tardi anche come rimedio per le emorroidi.
I suoi componenti principali sono saponine (in particolar modo l‘escina), flavonoidi, tannini, steroli, acidi grassi, glicosidi cumarinici (il più efficace è l’esculetina)
Con le sue preziose sostanze è il miglior amico delle nostre gambe
L’escina inibisce l’attività degli enzimi ialuronidasi ed elastasi , così che l’acido jaluronico possa continuare a sostenere in modo importante il tessuto connettivo. Essa ha anche un importante effetto antinfiammatorio perchè agisce direttamente sulle cellule intermediarie dell’infiammazione. Inoltre è in grado di produrre un effetto sigillante a livello delle vene, così che si ha una diminuzione della permeabilità dei vasi.
L’esculetina dal canto suo ha un’azione protettiva nei confronti delle pareti venose, esercita un’attività antitrombotica ed aiuta a inibire la produzione delle prostaglandine, agendo quindi anch’essa come antinfiammatorio. Per queste caratteristiche straordinarie diviene il rimedio di eccellenza in tutti i casi di:
- Insufficienza venosa e linfatica
- Flebiti
- Cellulite
- Emorroidi
- Fragilità capillare
- Varicocele e problematiche prostatiche
Come tante piante che lavorano sul sangue, l’ Ippocastano è di natura fresca, in MTC appartiene alla loggia LEGNO-FUOCO, quindi agisce sui blocchi del movimento, crampi muscolari e notturni del polpaccio, e tonifica vene e capillari, riducendo congestione di utero e prostata.
L’ippocastano è alla base di numerosi prodotti per applicazione topica che agiscono sui disturbi della circolazione venosa e cellulite negli arti inferiori. E’ spesso associato ad altre piante come Rusco e Centella per potenziarne l’effetto e in forma gel in quanto estremamente rinfrescante. Mettetelo in frigo prima di utilizzarlo, è una vera delizia durante gli afosi mesi estivi!
Gemmoderivato di Ippocastano – Aesculus hyppocastanum
Il gemmoderivato di Ippocastano si ricava da macerazione delle gemme fresche, raccolte lungo tutto il periodo primaverile. E’ un rimedio da preferire quando c’è un problema cronico di congestione e stasi venosa, in quanto non ha nulla da invidiare alla pianta adulta. Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono un eccellente flebotonico, può essere usato per lunghi periodi, anche due mesi, con una pausa di un mese, ed è indicato in tutti i casi di:
- eccesso di viscosità del sangue venoso
- edemi post-operatori e post-traumatici
- flebiti
- cellulite
- tensione premestruale da congestione pelvica
- emorroidi
- varici
il suo alleato ideale è il gemmo derivato di CASTANEA VESCA.
Castagno – Castanea Sativa Miller – Fam. Fagacee

E’ un albero imponente e maestoso, originario dell’Iran, ma diffusissimo, grazie agli antichi Romani nel nostro appennino settentrionale e sulle Alpi. In fitoterapia si utilizzano corteccia o foglie. La corteccia è particolarmente ricca di tannini, mentre le foglie sono ricche di inositolo, pectina, fosforo, magnesio, ferro, calcio, resine, vitamina E, flavonoidi e triterpeni
le foglie di castagno non possono mancare in una bella tisana per sostenere la circolazione a partire dai primi caldi primaverili, poi nella stagione più calda si può utilizzare la tintura madre nella misura di 25/30 gocce tre volte al giorno
Gemmoderivato di Castagno – Castanea Vesca – Fam Fagacee

Il macerato di Castanea Vesca si ricava dalla macerazione in soluzione gliceroalcolica delle gemme fresche, raccolte a primavera inoltrata, del castagno. In particolare questo preparato è ricco di elementi meristematici, cioè importanti fattori di crescita, biostimoline, magnesio, manganese, silicio, sodio e zinco.
Pochi gemmoterapici agiscono sul sistema linfatico come la Castanea Vesca. Ho già parlato dell’importanza di questo importantissimo metodo di eliminazione delle tossine che è la linfa, condizione che si verifica soprattutto quando c’è una situazione di stasi venosa a livello degli arti inferiori.
Questo macerato promuove il flusso linfatico verso il cuore, attuando così un importante drenaggio e attenuando in maniera significativa la sensazione di gonfiore e pesantezza delle gambe. Questa attività di “movimento”del sangue risulta utilissima anche in caso di dismenorrea, assieme a RUBUS IDAEUS.
Assieme ad Aesculus, oltre che utilissimo nello spotting (piccole perdite sanguigne durante il ciclo mestruale causate dalla spirale estrogenica) si rivela un prezioso alleato nella cura delle emorroidi. Può essere usato anche in gravidanza, con ottimi risultati, spesso le donne soffrono in modo importante di questa problematica, e il sollievo è assicurato, tenendo conto che può essere utilizzato per lunghi periodi.
Castanea vesca è anche un ottimo fluidificante a livello respiratorio e risulta efficace quindi in caso di tosse stizzosa, secca o grassa, mentre è un ottimo ricostituente in caso di astenia generale.
Castanea, alleato della circolazione e in prima linea contro gli spasmi
Le principali indicazioni di questo gemmoderivato sono simili a quelle dell’ippocastano, anche se la tradizione gli attribuisce più un connotato femminile rispetto a quest’ultimo, facendolo divenire un prezioso alleato per la quotidianità delle donne più o meno giovani, soprattutto se esercitano attività lavorativa in piedi per molte ore della giornata:
- cellulite
- difficoltà di cicatrizzazione delle ferite
- colite spastica
- alterazione della flora batterica
- crampi al polpaccio
- tosse spasmodica
- dismenorrea
- sindrome premestruale
- disturbi venosi da menopausa
- emorroidi
- flebiti
- insufficienza venosa agli arti inferiori
- vene varicose
- edemi e linfedemi
le associazioni con questo meraviglioso gemmoderivato sono molteplici e variano a seconda delle necessità, contattami per conoscere la migliore per te e per proporti le soluzioni naturali per il tuo benessere
Gemmoderivato di Sorbus domestica – Fam. Rosacee

Il Sorbo domestico è un albero diffuso in Italia e in Europa sud-occidentale alto fino a 15 mt, è di facile coltivazione. I bellissimi e colorati frutti sono ricchi di tannini, infatti hanno un gusto aspro e astringente, facilitano la conservazione delle mele e per questo vengono coltivati nei luoghi deputati alla produzione del sidro.
Il gemmoderivato si ricava dalla macerazione in soluzione gliceroalcolica delle gemme fresche, raccolte in primavera.
Una delle sue caratteristiche fondamentali è la capacità di agire sul miglioramento della fluidificazione del sangue, diventando così un efficace protettivo vascolare e un buon rimedio di prevenzione delle trombosi e delle flebiti. I vasi degli arti inferiori ricevono grande sostegno dalla somministrazione di questo gemmoderivato.
Insieme a Castanea vesca, con cui condivide la caratteristica “femminile” trova largo impiego benefico nel trattamento della stasi circolatoria e linfatica degli arti inferiori. Con Aesculus aiuta in caso di emorroidi, mentre in caso di tromboflebite viene associato ad Alnus glutinosa, rimedio antinfiammatorio d’eccellenza. Trova così largo impiego nelle seguenti problematiche:
- Emorroidi
- Insufficienza venosa degli arti inferiori
- Iperviscosità del sangue
- vene varicose
- problematiche a livello dell’apparato uditivo
- cefalea congestizia
ho prescritto questo rimedio a una persona che ha un’inizio di timpanosclerosi, cioè sordità da invecchiamento del timpano, assieme al Ginkgo biloba mg per contrastare anche la senescenza delle vene cerebrali
Integratori utili per la donna pera
Alcuni integratori si rivelano particolarmente utili in una donna “ginoide” cioè la caratteristica “pera”, in quanto aiutano a ridurre l’infiammazione delle zone critiche. Ricordiamo che la cellulite è prima di tutto un addensamento dovuto ad una infiammazione del tessuto connettivo.
Ananas – gambo
Il gambo di questo delizioso frutto che conosciamo bene è molto ricco di bromelina, un prezioso enzima proteolitico in grado di contrastare gli edemi, sia in caso di traumi, che di infiltrazione cellulitica, attraverso un’efficace azione antinfiammatoria e di riassorbimento dell’edema stesso.
Nelle sedi cellulitiche la bromelina depolimerizza, cioè spezza in parte, le fibre proteiche che strutturano il tessuto adiposo promuovendo la rimozione e l’allontanamento dei depositi grassi degli adipociti.
,Se preso dopo i pasti aiuta la digestione, lontano dai pasti ha un’azione diuretica e fluidificante sanguigna, è quindi molto utile in tutti i casi di:
- cellulite
- ritenzione idrica
- infiammazione del tessuto connettivo
- diete dimagranti
- dispepsia
Bibliografia: Gemmoterapia – Piterà, Nicoletti
Fitoterapia – Capasso Grandolini Izzo
Fitoterapia – Sangiorgi, Minelli, Crescini, Garzanti
Dizionario di fitoterapia e piante medicinali – Campanini – Ed Tecniche Nuove




