L’Equiseto può esserci di aiuto per la caduta dei capelli, ma non solo, questa pianta ha numerose altre proprietà .
Indice:
Cosa fare in caso di caduta dei capelli
La caduta eccessiva di capelli è un problema particolarmente sentito sia dagli uomini che dalle donne.
Mentre una perdita fisiologica, soprattutto durante i cambi di stagione non ci deve far preoccupare. Si può ricorrere ad un’ integrazione con le piante giuste e i corretti integratori se si nota una caduta eccessiva, durante la routine quotidiana o il lavaggio della chioma. Le cause possono essere lo stress, carenze nutrizionali o problemi legate alla cute.
EQUISETO – Equisetum arvense L.- Fam. Equisetacee

L’Equiseto è una pianta erbacea perenne, chiamata anche “coda cavallina” per la sua forma particolare e per la sua duplice natura, appartiene infatti al mondo di aria e di acqua. E’ una pianta antichissima e primitiva, si riproduce per mezzo di spore e le parti utilizzate in fitoterapia sono le parti aeree, i fusti sterili. E’ molto comune, presente in Europa e Asia, durante le nostre passeggiate nei boschi la si incontra facilmente lungo i fossati, nei luoghi umidi.
Si pensa che l’Equiseto abbia fatto la sua comparsa sulla terra ben 300 milioni di anni fa ed è considerata per questo motivo un fossile. La sua attività principale è l’azione remineralizzante. Dioscoride la consigliava per aumentare la diuresi e cicatrizzare le ferite, ora sappiamo grazie al suo alto contenuto di silicio. Sembra che questo elemento in Equiseto sia in grado di legarsi al carbonio producendo calcio.
L’Equiseto è noto fin dall’antichità per il suo imponente contenuto di sali minerali, calcio, magnesio, potassio, ferro e manganese saponine triterpeniche, flavonoidi, glicosidi, acidi fenolici, fitosteroli, alcaloidi e sostanze amare. Il 20% del suo peso contiene silicio, elemento presente in grandissima quantità in natura, ma anche nel nostro corpo, fondamentale per la salute delle nostre ossa e del tessuto connettivo.
Ha un’eccellente azione diuretica, senza per questo causare perdita di elettroliti, e remineralizzante. I flavonoidi agiscono da antiossidanti e in modo favorevole sulla coagulazione, di qui la sua attività cicatrizzante.
Le saponine dal canto loro sostengono il tessuto connettivo. Per questo motivo l’equiseto è apprezzato anche in cosmesi, in quanto contrasta la formazione di rughe e l’invecchiamento del tessuto cutaneo. L’equiseto contiene MSM, un composto dove lo zolfo è biodisponibile e antinfiammatorio, per questo è indicato anche come coadiuvante nelle terapie contro le forme degenerative e infiammatorie a carico delle articolazioni.
In MTC ( Medicina tradizionale Cinese) appartiene alle logge ACQUA-METALLO, di conseguenza agisce sull’eccesso di umidità e tonifica l’energia vitale di rene e e vescica.
Quando è utile l’Equiseto:
- Stati di demineralizzazione
- Renella e litiasi renale
- Trattamento delle fratture
- Ritenzione idrica, cellulite
- Preventivo dell’invecchiamento cutaneo
- Artrosi, artrite, degenerazioni della cartilagine
- Enuresi notturna
- Stasi venose e fragilità capillare
Con quali altri rimedi naturali è possibile associare l’Equiseto
Per le loro qualità antinfiammatorie e antidolorifiche associamo Equiseto a Boswellia e Artiglio del diavolo, nel trattamento del dolore cronico legato a osteoporosi e dolorabilità osteoarticolare. Per i dolori articolari si può associare anche con l’olio essenziale di Alloro.
Al fine di effettuare una terapia drenante e diuretica associare a Betulla, Centella e Frassino.
Ricordiamo: la tipologia “arvense” è quella più ricca di principi attivi e ha una maggiore attività diuretica e mineralizzante,, senza alterare, come alcune altre specie di equiseto, l’equilibrio idrico salino
Utilizziamo l’estratto secco di equiseto in caso di eccessiva caduta dei capelli e fragilità delle unghie, un bel decotto ci aiuta ad eliminare i liquidi di troppo e grazie alla sua capacità di migliorare il trofismo e l’elasticità dei tessuti cutaneo e connettivo contrasta la cellulite e la formazione delle rughe
Avvertenze: effettuare cicli di Equiseto di massimo 40 giorni con un mese di pausa, evitare in presenza di calcoli urinari, di problematiche cardiache o in concomitanza con l’assunzione di anticoagulanti del sangue
Attenzione al “fai da te”, dovrebbe essere un erborista esperta e con conoscenze derivate da studi accademici a consigliarti nel migliore dei modi il rimedio giusto per te.
dottoressa del naturale Rita Rossi
bibliografia: Sangiorgi, Minelli; Crescini, Garzanti – FITOTERAPIA




